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Con l'arrivo dell'autunno, i giardini cambiano aspetto. Le chiome degli alberi si tingono di giallo, arancione e rosso, mentre prati, aiuole e vialetti iniziano a ricoprirsi di foglie.
È uno degli spettacoli più caratteristici della stagione ma porta con sé una domanda che molti proprietari di giardini si pongono ogni anno: le foglie cadute devono essere raccolte oppure è meglio lasciarle sul terreno?
Spesso siamo abituati a considerarle qualcosa da eliminare, soprattutto quando desideriamo mantenere il giardino ordinato. Eppure, in natura, le foglie cadute svolgono una funzione importante: contribuiscono a proteggere il suolo e, decomponendosi, restituiscono sostanza organica al terreno.
Questo significa che dovremmo lasciarle ovunque? Non proprio.
La risposta dipende da dove si accumulano, dalla loro quantità e dalle caratteristiche dello spazio verde.
Vediamo insieme quando è opportuno raccoglierle, quando possiamo lasciarle e come trasformarle in una risorsa per il nostro giardino.
Prima di capire cosa fare con le foglie cadute, è interessante comprendere perché molti alberi le perdono proprio in questa stagione.
Con l'accorciarsi delle giornate e l'abbassarsi delle temperature, numerose specie decidue si preparano al periodo invernale riducendo progressivamente la propria attività vegetativa.
La clorofilla, responsabile del colore verde delle foglie, viene degradata e diventano più visibili altri pigmenti, che contribuiscono alle tipiche colorazioni autunnali.
Alla base del picciolo si forma poi una zona di separazione che permette alla foglia di staccarsi.
La caduta delle foglie è quindi un processo naturale di adattamento, che aiuta la pianta ad affrontare la stagione sfavorevole limitando la perdita d'acqua. Ma il ciclo non termina quando la foglia raggiunge il terreno.
È proprio da quel momento che può iniziare una nuova funzione, altrettanto importante per l'equilibrio del giardino.
In un bosco nessuno raccoglie sistematicamente le foglie che cadono dagli alberi. Eppure, anno dopo anno, il terreno continua a ospitare una grande varietà di piante e organismi.
Questo accade anche grazie alla decomposizione della materia organica.
Funghi, batteri e piccoli organismi del suolo contribuiscono a trasformare gradualmente le foglie morte, rendendo disponibili nel tempo parte degli elementi nutritivi che contengono.
Inoltre, uno strato moderato di foglie può contribuire a:
→proteggere la superficie del terreno dagli sbalzi termici;
→limitare l'evaporazione dell'acqua;
→ridurre la crescita di alcune erbe indesiderate;
→favorire la presenza di organismi utili;
→migliorare, nel tempo, il contenuto di sostanza organica del suolo.
Le foglie, quindi, possono rappresentare una risorsa preziosa questo, però, non significa che vadano lasciate indistintamente in ogni angolo del giardino.
Sul prato, la situazione richiede qualche attenzione in più.
Un sottile strato di foglie sparse generalmente non rappresenta un problema immediato. Quando però le foglie si accumulano formando uno strato spesso e compatto, possono ostacolare il passaggio della luce e dell'aria verso l'erba. Se rimangono a lungo sul prato, soprattutto in condizioni di elevata umidità, possono favorire l'indebolimento del tappeto erboso e creare condizioni favorevoli ad alcune malattie fungine.
Per questo, è importante evitare che il prato rimanga coperto da grandi quantità di foglie per periodi prolungati.
Ma raccoglierle non è necessariamente l'unica soluzione, quando sono asciutte e non troppo abbondanti, alcune foglie possono essere triturate finemente con un rasaerba adatto, distribuendo i piccoli frammenti sul prato senza creare accumuli. In questo modo, la materia organica può decomporsi più facilmente.
L'importante è che l'erba rimanga visibile e non venga soffocata da uno strato eccessivo di residui vegetali.
Nelle aiuole, le foglie cadute possono diventare un'ottima alleata.
Distribuite in uno strato moderato intorno agli arbusti e alle piante ornamentali, possono funzionare come una forma di pacciamatura naturale. La pacciamatura consiste nel coprire la superficie del terreno con materiali organici o inorganici, allo scopo di proteggerlo e migliorarne alcune condizioni. Le foglie secche possono contribuire a conservare l'umidità e a proteggere il terreno durante i mesi più freddi. Attenzione, però, a non creare uno strato troppo spesso e compatto, soprattutto con foglie grandi che tendono ad aderire tra loro quando sono bagnate. È inoltre preferibile evitare accumuli direttamente contro il colletto delle piante e la base dei tronchi, dove l'umidità persistente potrebbe favorire problemi. Il consiglio è quello di distribuire le foglie in modo uniforme, senza soffocare le piante e senza creare ristagni di umidità.
E se invece di eliminarle provassimo a riutilizzarle?
Le foglie raccolte possono avere una seconda vita e contribuire alla salute del nostro spazio verde.
Il terriccio di foglie: una risorsa naturale.
Uno degli utilizzi più interessanti consiste nella produzione del cosiddetto terriccio di foglie, o leaf mould.
Si tratta di un materiale ottenuto dalla decomposizione delle foglie, particolarmente utile per migliorare la struttura del terreno e la sua capacità di trattenere l'umidità.
Per prepararlo possiamo:
→Raccogliere foglie sane, preferibilmente non contaminate da rifiuti.
→Sistemarle in un contenitore aerato, in una struttura con rete metallica oppure in sacchi opportunamente forati.
→Mantenerle leggermente umide, senza inzupparle.
→Lasciare che si decompongano gradualmente.
Il processo richiede pazienza: può durare da diversi mesi fino a uno o due anni, a seconda delle foglie e delle condizioni. Triturarle prima di raccoglierle può accelerare la decomposizione.
Il risultato è un materiale organico che può essere utilizzato come ammendante o pacciamatura, migliorando le caratteristiche fisiche del suolo. Non va però considerato un sostituto completo della concimazione.
E il compostaggio?
Le foglie secche possono essere aggiunte anche al compost, dove rappresentano una componente ricca di carbonio. Alternandole a materiali più ricchi di azoto, come alcuni residui vegetali freschi, contribuiscono a creare una miscela più equilibrata. Un buon compostaggio richiede il giusto rapporto tra materiali, umidità e ossigeno: accumulare soltanto foglie secche non equivale necessariamente a ottenere rapidamente un compost maturo.
C'è un altro motivo per cui non dovremmo avere troppa fretta di eliminare tutte le foglie: possono offrire rifugio a numerosi piccoli organismi. Insetti, altri invertebrati e microrganismi trovano nella lettiera di foglie un ambiente favorevole. Alcuni vi trascorrono parte del loro ciclo vitale o trovano riparo durante i mesi più freddi.
Questi organismi, a loro volta, contribuiscono all'equilibrio del giardino e rappresentano una risorsa alimentare per altri animali. Per questo, dove le condizioni lo permettono, possiamo conservare qualche piccolo angolo naturale, ad esempio, sotto le siepi o nelle zone meno frequentate: non significa trascurare il giardino, ma imparare a gestirlo rispettando anche i processi naturali che lo rendono vivo.
Non tutte le foglie raccolte sono necessariamente adatte a essere distribuite nel giardino.
Se provengono da piante colpite da determinate malattie, soprattutto fungine, occorre valutare con attenzione se riutilizzarle. Alcuni patogeni possono infatti sopravvivere nei residui vegetali e contribuire a nuove infezioni.
Anche le foglie raccolte lungo strade molto trafficate o contaminate da sostanze indesiderate non sono una buona scelta per il compostaggio domestico. In caso di dubbi sulla presenza di malattie, è preferibile identificare il problema prima di decidere come gestire il materiale. Riutilizzare le foglie è una buona pratica, purché venga fatto con criterio.
Siamo spesso portati ad associare un giardino ben mantenuto a un prato perfettamente pulito e ad aiuole prive di qualsiasi residuo vegetale.
In realtà, una buona manutenzione non consiste nell'eliminare tutto ciò che appare disordinato.
Significa soprattutto comprendere le esigenze delle piante, del terreno e degli spazi che utilizziamo.
Un prato libero da accumuli eccessivi, vialetti sicuri e aiuole protette da una pacciamatura naturale possono convivere perfettamente nello stesso giardino. È proprio questa capacità di trovare il giusto equilibrio tra estetica, funzionalità e salute del verde che caratterizza una manutenzione consapevole.
Come abbiamo raccontato nell'articolo “Come nasce un giardino su misura? Il lavoro del Perito Agrario”, ogni spazio verde dovrebbe essere pensato e gestito in funzione delle proprie caratteristiche e delle esigenze di chi lo vive.
La risposta è: dipende da dove si trovano e da come vogliamo utilizzarle.
Sul prato è importante evitare accumuli che possano soffocare l'erba, su vialetti e scale, ovviamente, è preferibile rimuoverle per ragioni di sicurezza, nelle aiuole e nelle zone meno frequentate, invece, possono diventare una risorsa preziosa: non considerare automaticamente le foglie cadute come un rifiuto.
A volte, per prenderci cura del nostro giardino, non dobbiamo necessariamente togliere qualcosa: dobbiamo semplicemente imparare a utilizzarlo nel modo giusto, una foglia caduta può contribuire alla vita del giardino.
L'autunno è il momento ideale per osservare lo stato del proprio spazio verde e programmare gli interventi di manutenzione più adatti. L'aurora si occupa della cura e della manutenzione di giardini e aree verdi, valutando le esigenze specifiche di ogni spazio.
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NON PERDERE la nuova rubrica "Il verde nell'arte"!
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